La situazione relativa al cambio euro-dollaro è ormai da mesi in una fase particolare, fortemete legata anche all’andamento del petrolio. Sembra esserci una correlazione inversa tra andamento del petrolio e del dollaro, e con l’oro nero che trova nuovi record ogni settimana è possibile anche che nel medio periodo anche l’euyro trovi nuovi record sul dollaro.
Per il momento comunque siamo in una fase interlocutoria con una lateralizzazione piuttosto stabile tra 1,53 e 1,58.
Ieri c’è stato l’aumento dei tassi da parte della BCE, dopo un’ultima spinta verso l’alto l’euro è risceso a 1,56. Questo perchè il mercato aveva già scontato l’aumento dei saggi nei giorni precedenti e non è al momento ancora pronto a rompre le barriera dell’1,58 a quale, se fosse superata, porterebbe forse a nuovi record ben oltre 1,6.
Molto dipende probabilmente dal prossimo andamento del petrolio: la salita degli ultimi mesi, per la gran parte speculativa, potrebbe continuare fino e oltre i 200$, tuttavia le prese di beneficio "pesanti" potrebbero essere messe in atto domani, generando un crollo del prezzo del petrolio.
Quando tali prese di beneficio avranno luogo vederemo un repentino rialzo del valore del dollaro e delle borse, il tutto dipende da quando i grossi capitali decideranno di abbandonare le materie prime per riposrtarsi nella partecipazione all’economia reale: un momento che prima o poi arriverà e che porterà ottime o rovinose performance a seconda della posizione in cui i traders saranno presi.
Seguire il trend attuale quindi, ma con gli stop sempre inseriti.
4 luglio 2008
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